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ESPERIENZA
IN ETIOPIA
T.D.R. Marina
Zoli
Rappresentante
Comitato Tecnico Scientifico Istituti Ortopedici Rizzoli, Bologna
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Questa
relazione ha lo scopo di portare un'altra testimonianza di un'esperienza
di volontariato come operatore della riabilitazione nei paesi in via di
sviluppo.
L'esperienza si è svolta in Etiopia presso la clinica della Missione
Cattolica di Taza. L'incontro con la realtà missionaria è
nato quasi per caso nel 1988 quando un Ortopedico dell'Istituto Rizzoli,
il Dott. Giovanni Marcucci, chiese la collaborazione di alcuni infermieri
e terapisti per portare aiuto ai Missionari Cappuccini di Imola, che operano
nella Regione del Kambatta - Hadia nel sud dell'Etiopia.
Questa esperienza è stata estremamente positiva e significativa
sia sotto il profilo umano che professionale e si è ripetuta nel
'92 e nel ' 94, grazie anche alla sensibilità dell'Amministrazione
e del Primario del Servizio di Recupero e Rieducazione Funzionale che
hanno concesso i benefici del congedo straordinario agli operatori.
L'Etiopia è una delle Nazioni più povere dell'Africa, che
solo recentemente; uscita dalla dittatura e dalla guerra conclusasi con
l'indipendenza dell'Eritrea, sta cercando uno sviluppo democratico delle
proprie risorse.
La regione del Kambatta è densamente popolata e si trova come quasi
tutto il territorio degli altipiani sopra i 2000 metri di altezza. Gli
abitanti, che vivono in villaggi di capanne di paglia, sono in massima
parte dediti ad una rudimentale agricoltura per il sostentamento familiare.
E' la stagione delle piogge che guida i ritmi dei raccolti di cereali,
verdure , patate e poco altro, basta un anno di siccità per piombare
nella carestia e nella fame.
La carenza di impianti per la gestione e la conservazione delle acque
piovane, come ad esempio semplici pozzi, rende la vita di queste popolazioni
difficile per la sopravvivenza soprattutto dal punto di vista igienico
sanitario. Qui sono presenti le malattie che più o meno in misura
diversa affliggono il Continente Africano a partire dalla malaria, la
poliomielite, la meningite ecc.
La Clinica della Missione Cattolica di Taza opera in questo contesto:
è costituita da ambulatori polispecialistici che registrano un'
affluenza di due-trecento persone al giorno, una sala operatoria non molto
attrezzata, tre camere di degenza per una ventina di ricoveri, più
diverse capanne che ospitano i malati cronici ed i loro familiari. Inoltre
c'è il Centro di Riabilitazione per i
bambini con circa trenta posti letto e una palestra discretamente attrezzata
per la rieducazione dove in massima parte si è svolto il lavoro
dell'équipe del Rizzoli di cui facevo parte.
Il nostro supporto di competenza professionale era diretto alle patologie
ortopediche negli esiti di poliomielite, TBC ossea, cerebropatie infantili,
gravi forme di rachitismo da malnutrizione.
E' forse inutile dire quanto il confronto tra la nostra abituale attività
lavorativa e questo mondo drammatico è stato sconvolgente sul piano
emotivo, ma fortemente ricco di quei valori umanitari che l'incontro con
una cultura diversa può dare.
In un primo momento siamo stati assaliti da una sensazione di impotenza
di fronte all'enormità dei problemi che ci si sono presentati,
poi piano piano lavorare accanto ai missionari, conoscere gli operatori
locali, frequentare i bambini del Centro ed i pazienti adulti dell'Ospedale
ci ha coinvolto operativamente in modo concreto con molta gratificazione
sul piano professionale.
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